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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Villaricca
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mwhgVillaricca (fino al 13 maggio mwhw1871 denominata mwiamwiqPanicocolicite-ref-4[4], mwjgPanecuócole in mwjwnapoletanocite-ref-5[5]) è un mwlacomune italiano di mwlq31 497 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmgcittà metropolitana di Napoli in mwmwCampania.

Contents

Storia
Simboli
Palazzi
Eventi
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Villaricca si trova nella mwnwpianura campana, una quindicina di chilometri a nord di mwoaNapoli. Il comune è composto da due aree distinte: il mwoqcapoluogo e, a mwogovest, la frazione di mwowTorretta-Scalzapecora. I due centri abitati sono separati da una lingua del comune di mwpaCalvizzano larga circa 250 mwpqm che termina presso il rio Fosso del Carmine. Il comune è interamente pianeggiante e ha un'altezza media sui 100 metri sul livello del mare.

Origini del nome

L'attuale mwqatoponimo del comune risale al 13 maggio del mwqq1871, quando fu abbandonata l'antica denominazione mwqgPanicocolicite-ref-6[6]. L'antico nome è spesso presente nell'uso dialettale, soprattutto tra la popolazione più anziana che si riferisce al proprio paese come mwrwPanecuocole. L'antica denominazione rinvia al mwsalatino mwsqmedievale mwsgpanicoculus (formato da mwswpanis, mwtapane, e dal tema di mwtqcoquere, cuocere), ovvero mwtgfornaio. Le delibere per l'attuale denominazione risalgono alla seconda metà del mwtwXIX secolo, più precisamente agli anni mwua1862 e mwuq1865mwug.

Storia

I primi documenti dove Villaricca viene citata ufficialmente sono delle transazioni di terreni risalenti al mwvq988 e al mwvg1031cite-ref-7[7], ma il suo territorio risulta già abitato in epoca remota: alcune tombe rinvenute nel mwww1955, con relativi corredi funerari, fanno supporre agli storici che il luogo fosse abitato già migliaia di anni prima dell'avvento di mwxaCristo.
Le prime tracce di un mwxgvillaggio vero e proprio sono riconducibili al periodo tra il mwxwIV e il mwyaV secolo d.C. La particolare struttura quadrangolare della antica area abitata della cittadina fa pensare che essa abbia ospitato mwyqaccampamenti mwygmilitari mwywromani.

Nella metà dell'mwzqIX secolo, Panicocoli divenne presidio mwzgnormanno sotto il comando di Danabaldo.
Nel mwaq1134, mwagRuggero il Normanno pose un lungo assedio a Panicocoli: qui fu sconfitto dalle forze alleate di napoletani e mercenari mwawpisani. Di nuovo nel mwba1135, Villaricca fu teatro di tentativi di conquista del Regno di Ruggiero il Normanno. Quando quest'ultimo salì al trono nel mwbq1140, elevò l'abitato a capoluogo di distretto, governato da un mwbgconte.
Nel mwcaMedioevo, Panicocoli, come casale del mwcqDemanio regio, usufruì dei privilegi fiscali legate a questa particolare condizione. Di questo periodo si hanno poche testimonianze documentarie: pare che il luogo di aggregazione del villaggio fosse la mwcgChiesa di San Simplicio, sulle cui rovine è nata successivamente, nel mwcw1407, la mwdaChiesa di Santa Maria dell'Arco.

Nel mwdw1631 il viceré di Napoli, mweaManuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey, perseguendo una politica fiscale, eliminò i privilegi di cui usufruivano i territori inclusi nel Demanio regio e cercò di vendere il casale di Panicocoli. Nel mweq1633 il casale fu acquistato per mweg20 370 ducati da Salvo Sclano, Conte d'Athos o di Montesanto. Egli era mwewIureconsulto, appartenente al Collegio dei Dottori di Napoli ed era discendente dalla nobile famiglia napoletana che amministrava da secoli il Sedile del Porto di Napoli. Divenne il primo Barone e assunse il titolo di Principe di Panicocoli, ma governò per un solo anno. Infatti nel mwfa1634 il feudo fu venduto al barone Giannantonio Parisio per 2370 ducaticite-ref-8[8]. Nel mwgq1710 fu acquistato invece dal principe Carlo de Tassis, conte di Zellò e marchese di Paullo. Carlo de Tassis, per problemi economici, vendette nel mwgg1728 Panicocoli a Nicola Petracite-ref-9[9], duca di Vastogirardi, la cui famiglia governò il feudo fino al mwhw1806, anno in cui furono emanate le mwiaLeggi eversive della feudalità che decretarono la fine di tutti i privilegi feudali nel Regno di Napoli e l'inizio delle Amministrazioni comunali.

Dal mwig1806 al mwiw1836 mwjaQualiano fece parte del Comune di Panicocoli (Villaricca). Il 5 settembre 1836 re mwjqFerdinando II, con proprio decreto, le conferì l'autonomia amministrativacite-ref-10[10].

Nel mwkw1816 venne eletto il primo sindaco, Filippo D'Alterio. Per tutto il resto del XIX secolo l'amministrazione cittadina si preoccupò di costruire strade di collegamento, scuole e un acquedotto, al quale furono interessati anche i comuni di mwlaGiugliano in Campania, mwlqMelito di Napoli e mwlgQualiano. Risale invece al mwlwNovecento la costruzione della mwmalinea tranviaria che collegava Villaricca con Napoli.

Simboli

Con Regio Decreto 14 ottobre mwnw1937 furono concessi lo stemma e il mwoagonfalone. Le caratteristiche dello mwoqstemma di Villaricca sono:

• Simboli: mwpaLupo, mwpqTorre
• Colori: mwpwAzzurro, mwqaVerde

Descrizione araldica dello stemma: mwqgFondo azzurro, lupo al naturale su di una pianura di verde, sormontato da tre spighe di grano al naturale, circondato da due rami di quercia e di alloro annodati da un nastro dai colori nazionali, il tutto sormontato da una corona con nove torri.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Nella cittadina di Villaricca vi sono diverse Chiese, ma gli edifici di maggior rilevanza storica sono la chiesa di San Mattia Apostolo, la chiesa di Santa Maria dell'Arco e la chiesa del Purgatorio.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria dell'Arco

Il primo nucleo abitato si sviluppò a ridosso della fortezza ducale (X sec. d.C.). La prima Chiesa di San Simplicio (X sec. d. C.), diventata parrocchia nel 1407, risulta infatti decentrata rispetto al centro abitato. a oriente delle rovine dell'antico edificio di culto sorge la Chiesa parrocchiale di Santa Maria dell'Arco che, costruita agli inizi del '500, fu successivamente ristrutturata nel 1700. Dell'antico tempio è rimasta una icona della Madonna col Bambino Gesù del 1300, collocata sulla parete di fondo della parrocchia di S. Maria dell'Arco, entrando a destra. Il campanile è poco discosto dal corpo della chiesa. La facciata della Parrocchia è ricca di decorazioni in stucco. La chiesa è divisa in tre navate. Sotto alle due piccole navate laterali vi sono 11 altarini sormontati da tele o statue. La navata centrale termina nell'arco trionfale che immette nell'abside, sormontato da quadro su tavole lignee del mwsa1582, con l'immagine della Madonna con il Bambino Gesù, incoronata da due angioletti e ai piedi S. Francesco di Paola e San Giovanni Battista. Anche il fonte battesimale di pregevole fattura risale al Cinquecento. Nel mwsq1668 fu costruito una nuova sacrestia più grande della precedente con un lavabo di marmo ben lavorato. Sopra l'ingresso, sulla cantoria, è posto l'organo del 1700. L'altare maggiore fu rifatto in marmi policromi nel mwsg1717 e sempre agli inizi del Settecento fu costruito il Cappellone del SS. Crocifisso, la cui porta in legno massello, è un vero capolavoro d'intarsio. Sulla parete dell'altare centrale fu collocato quel pregevole Crocifisso, che è poi stato posto sull'altare maggiore. Il mwswpulpito in legno fu sostituito da quello attuale in marmo nel 1841. Il campanile fu ricostruito dalle fondamenta nel 1859. Le due campane furono rifatte: la piccola nel 1885, del peso di 800 Kg., la grande nel 1911 di Kg. 1.600. Tra settecento, ottocento e novecento anche gli 11 altarini laterali sono stati rivestiti di marmocite-ref-11[11].

Chiesa di San Mattia Apostolo

Fu costruita alcuni decenni dopo quella di Santa Sofia, diventata insufficiente ad accogliere i fedeli. Le prime notizie risalgono alla mwugvisita pastorale del mwuw1598. La chiesa ha subito nel corso dei secoli alcune modifiche. Inizialmente aveva l'ingresso dal lato occidentale, con annesso campanile sul lato destro. L'attuale ingresso fu aperto nel mwva1870, in seguito alla collocazione, sull'altarino frontale, dell'affresco della Madonna delle Grazie, estratto dall'omonima chiesa (già Cappella di Santa Sofia). Vi si insediò nel mwvq1625 la mwvgCongrega laica di Santa Maria della Purificazione e la mwvwConfraternita della Dottrina Cristiana aggregata a quella dei catecumeni di Napoli.

Nel mwwq1715 i governatori fecero costruire il lavabo e nel mwwg1723 l'ipogeo per le sepolture, come si legge sulla lapide situata al centro del pavimento. Il 2 luglio mwww1910 crollò il soffitto; il comune, a lavori ultimati, nel mwxa1912 contribuì alla spesa erogando mwxqlire 250 a favore degli amministratori della Congrega della Purificazione. La chiesa ancora oggi continua ad essere aperta al culto e a mantenersi con le offerte dei fedeli.

Chiesa del Purgatorio

La Chiesa di Santa Maria dell'Aiuto delle Anime del Purgatorio risale al mwza1682. Fu edificata su un terreno di proprietà del barone Giacinto Casinmiro Parisio. La nuova chiesa fu costruita su disegno del regio ingegnere e tavolario Stendardi, che ne diresse anche i lavori. Il risultato fu una chiesa molto semplice: una sola navata, con pianta rettangolare lunga palmi 90 (m. 22,50), larga 40 (m. 10) e alta 50 (m. 12,50); soffitto retto da 14 travi di legno, coperti da controsoffitta in tela, al centro della quale fu collocato il pregevole quadro con l'effigie della SS. Vergine dell'Aiuto delle Anime del Purgatorio, titolare della chiesa; sul lato destro della facciata vi fu annesso il campanile di forma quadrata fino all'altezza della chiesa. Il culto per le Anime del Purgatorio fu introdotto nel paese e nella provincia nella seconda metà del mwzqXVII secolo, per volere del mwzgpapa Clemente X, che concesse le indulgenze plenarie a favore delle Anime del Purgatorio, e del mwzwpapa Benedetto XIII, che rese applicabili al suffragio molte devozioni particolari.
Il 29 gennaio mw0q1691, alle ore 21:00, avvenne la consacrazione della chiesa con messa solenne celebrata dal rev. Alessio d'Alessio, inviato del cardinale Antonio Pignatelli, a cui presero parte il rettore del seminario di Napoli, il rev. Giuseppe Crispino, il novello sacerdote Tommaso Taglialatela e il clero locale.

Altri edifici religiosi

• Chiesa di Santa Rita da Cascia, (1988)
• Chiesa di San Pasquale Baylon, (1975)
• Chiesa di San Francesco d'Assisi, (1995)
• Chiesa di San Giovanni Paolo II
• Chiesa di Santa Maria Addolorata (1858) con adiacente orfanotrofio
• Cappella di San Giuseppe in "Villa San Giuseppe", (1973)
• Cappella del Sacro Cuore in Via G. Siani, (1988)

Palazzi

A Villaricca vi sono diversi palazzi di rilevanza storica. Degno di nota è soprattutto il mw3qPalazzo Baronale.

La dimora dei Baroni

Il mw4aPalazzo Baronale di Villaricca è situato in Piazza Majone e risale probabilmente al mw4qXV secolo.
Il barone Giovanni Antonio Parisio fece costruire le carceri e la casa Pretoria nel mw4w1653. Altri ampliamenti, sempre sul lato destro, oggi palazzo Majone n° 48, furono apportati dal barone Carlo de Taxis verso il mw5a1710. Costui, tra l'altro, fece anche sostituire le baracche in legno dell'antistante piazza-mercato con quelle attuali in muratura con porticato spagnoleggiante. Il castello normanno fu incorporato da altre costruzioni dai baroni Petra (mw5q1728 - mw5g1811) che vi costruirono sul lato sinistro fino al numero civico 22 di "Corso Vittorio Emanuele", dove fecero erigere anche una cappella di famiglia intorno al mw5w1750.
Le segrete, situate a trenta metri di profondità, raggiungibili con scalini in pietra di tufo, sono state esplorate dal gruppo archeologico mw6qG. Chianese e trovate in buono stato di conservazione ad eccezione degli scalini incerti in alcuni punti.
Sul retro del palazzo baronale vi era un ampio giardino che subì una prima decurtazione a fine mw6wOttocento, in seguito al prolungamento di via Micillo da mettere in comunicazione con via Orologio. Il rimanente giardino da qualche decennio è diventato una Villa Comunale.
Il palazzo baronale è diventato sede della Sala Consiliare dedicata a mw7qDon Luigi Sturzo e di una Sala Polifunzionale dedicata a mw7gSergio Bruni.

Altri luoghi d'interesse

• Resti di una Villa rustica dell'età Romana nel Parco urbano dei Camaldoli Sudcite-ref-12[12]
• Antiche mw9wMasserie, testimonianze della civiltà contadina
• mw-qCasamatta (o mw-gcaposaldo) "Bologna"cite-ref-13[13], una delle architetture militari di difesa realizzate durante la seconda guerra mondiale e situate nella zonacite-ref-14[14], presente nelle vicinanze della cosiddetta rotonda mwaqmMaratona.
• Ville in mwaqustile Liberty di inizio mille Novecento, come villa Landi.
• Monumento ai caduti della Grande Guerra (con statua risalente al 1975)cite-ref-15[15]
• Tracce di mwaqwcenturiazione dell'mwaq0Ager Campanuscite-ref-16[16]cite-ref-17[17]
• Palazzo Taglialatela con una torre piccionaia. È situato in piazza Gramsci e venne costruito per conto della famiglia Taglialatela nel 1573 come attestato in una lapide alla base del palazzo.
• Resti archeologici in località Casolacite-ref-18[18], tra cui una cisterna e una villa con impianto termale risalente alla tarda mwarwetà repubblicanacite-ref-19[19].
• Palazzo e largo Sant'Aniellocite-ref-20[20].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-21[21]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera era di 732 persone, pari al 2,44% della popolazione.cite-ref-22[22]

Religione

Il comune fa parte dell'mwatuarcidiocesi di Napoli, il santo patrono è mwatysan Rocco.

Tradizioni e folclore

La "mwatkFesta Religiosa in onore della mwatoMadonna dell'Arco, di san Rocco di Montpellier e di san Gennaro vescovo e martire" si celebra ogni anno nella seconda settimana di settembre. Nei due giorni successivi ha inoltre luogo la mwatsBallata del Giglio, costruzione lignea alta circa venti metri, svolta per le strade del centro in collaborazione con le mwatwparanze di mwat0Brusciano, mwat4Casavatore e mwat8Nola.

Eventi

A partire mwaui2008 e per alcuni anni a seguire si è tenuto a Villaricca l'AWOP, acronimo di A World Of Peace Festivalcite-ref-23[23], rassegna di tutte le arti contro le mafie, il razzismo, l'omofobia, la xenofobia, le guerre. Diversi artisti provenienti da ogni parte d'Italia e anche dall'estero si esibivanno nel centro storico. L'evento, elogiato dalla Presidenza della Repubblica, è stato premiato dalla Rete dei Festival del MEI come secondo miglior festival italiano del 2009.

Cultura

Istruzione

La biblioteca comunale è situata nel palazzo Somma-Baldascini in via Sei Martiricite-ref-24[24].

Scuole

L'unico liceo presente nel territorio Villaricchese è il mwavaLiceo Pluricomprensivo mwaveRenato Cartesiocite-ref-25[25], liceo scientifico e classico succursale dell'omonima sede centrale di mwavyGiugliano in Campania.

Geografia antropica

Urbanistica

Villaricca, tra gli ultimi anni del '900 e l'inizio degli anni 2000 è stata al centro di un forte sviluppo urbanistico (popolazione raddoppiata nel periodo 1981-2001). Costituisce un unico grande abitato con la confinante Giugliano. Fa parte del mwavocomprensorio giuglianese con i comuni di mwavsQualiano, mwavwCalvizzano, mwav0Marano di Napoli e mwav4Mugnano di Napoli. Inoltre, è situata a nove chilometri a nord di mwav8Napoli ed è parte integrante dell'agglomerato urbano del mwawacapoluogo mwawepartenopeo.

Frazioni

mwawqTorretta-Scalzapecora è una mwawufrazione di mwawy4 383 abitanticite-ref-26[26], generalmente chiamata dalla popolazione locale col nome "Villaricca Due"cite-ref-27[27]. È attraversata da "mwaw8via consolare campana" che prende il nome dalla strada di origine romana mwaxavia Antica consolare campana. Una striscia di terra lunga circa 250 m appartenente al comune di mwaxeCalvizzano separa la frazione di Torretta-Scalzapecora dalla parte principale del comune di Villaricca.

Economia

Un tempo centro agricolo, Villaricca si trova oggi a fare i conti con gli effetti di una spaventosa politica di speculazione edilizia (popolazione raddoppiata nel periodo 1981-2001) che, vedendo lmwaxq'mwaxuimportazione massiccia di nuclei familiari dal capoluogo partenopeo e dai centri vicini, ha ridotto di moltissimo il numero delle aree ancora disponibili per la continuazione di attività realmente produttive, come quella legata al settore primario dell'economia.

Una delle conseguenze di simile dissesto territoriale è l'insediamento nella periferia cittadina e lungo la Circumvallazione Esterna di Napoli di attività commerciali (depositi, spedizionieri fino a locali per il tempo libero), incapaci di slegarsi da una logica di supporto dell'abnorme sviluppo urbanistico e di raggiungere propri livelli di autonomia e di interazione con gli altri sostrati economici locali.

Prodotti tipici

Nonostante le avversità sopravvive, anche dopo la massiccia urbanizzazione, la coltivazione dei famosi mwax0fagioli mwax4tondini di Villariccacite-ref-28[28].

Il Pane di Panicocoli è una pagnotta prodotta mediante antichi sistemi di lavorazionecite-ref-29[29]. Molto conosciuta è la lavorazione del mwaygpane, cotto in vecchi forni a legna e che diede il vecchio nome alla città: Panicocoli.

Infrastrutture e trasporti

Mobilità urbana

Villaricca è attraversata da alcune linee mwaywautobus. Una di queste appartiene all'mway0ANM, la linea 162 che collega la mway4stazione di Giugliano, della mway8linea Arcobaleno, con le mwazastazioni di Chiaiano e mwazedi Frullone, della mwazilinea 1.

Strade

Villaricca è collegata ai comuni limitrofi e al capoluogo attraverso la mwazuCircumvallazione Esterna di Napoli che non ha più le caratteristiche di strada a scorrimento veloce, ma funge da strada locale. È situata a diversi kilometri da tre supporti viari: l'mwazyAsse Mediano, l'uscita Napoli nord dell'Autostrada A1 Milano-Napoli e la mwazcTangenziale di Napoli.
Inoltre dista circa dieci chilometri dall'mwazkaeroporto internazionale di Napoli-Capodichino.

Ferrovie

A Villaricca transitavano due relazioni su ferro: la linea tranviaria Napoli-Giugliano, facente parte delle cosiddette mwaaatranvie di Capodimonte, inaugurata nel mwaae1900, incorporata nella mwaairete urbana di Napoli e soppressa nel mwaam1960; e la mwaaqferrovia Alifana Bassa in servizio fino al mwaau1976 che serviva il comune attraverso la mwaaystazione di Giugliano-Villaricca.cite-ref-30[30]

Progetti intercomunali

Era in via di progettazione nel corso degli mwaa0anni 2000 una mwaa4metropolitana leggera, denominata mwaa8MicroMetrò, il cui percorso si sarebbe dovuto sviluppare da Villaricca, passando per mwabaMugnano, mwabeCalvizzano, mwabiMarano e terminando alla fermata di mwabmPiscinola della mwabqLinea 1 della metropolitana di Napoli. Tuttavia, i fondi già stanziati per il MicroMetrò furono spostati per finanziare i lavori della Linea 1.

Nel dicembre 2022 venne approvato dalla città metropolitana di Napoli il nuovo mwabyPiano Urbano della Mobilità Sostenibile che ipotizzava la costruzione, entro il 2031, di una mwabctramvia a sede riservata, detta mwabgGronda Ovest, che dalla stazione di mwabkChiaiano della mwaboLinea 1 sarebbe passata per i comuni di mwabsMugnano di Napoli, mwabwMarano di Napoli, mwab0Calvizzano, Villaricca, mwab4Qualiano e mwab8Giugliano in Campania, fino alla mwacastazione di Licola della mwaceCircumflegrea. cite-ref-31[31]

Il 28 gennaio mwacc2025 venne presentato il piano del mwacgComune e della mwackCittà Metropolitana di Napoli per il potenziamento del trasporto di massa, e tra i progetti presentati da far finanziare al mwacoMinistero dei Trasporti venne riproposto il progetto mwacs"Gronda Ovest" come mwacwmonorotaia sopraelevata che da mwac0Scampia segue il tragitto della mwac4Circumvallazione Esterna di Napoli e collega Mugnano, Villaricca, Giugliano e Qualiano.cite-ref-32[32]

Amministrazione

Cronotassi dei sindaci

Di seguito la lista dei sindaci:

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1943 | 1944 | Raffaele Landi | | Commissario | |
| 1944 | 1944 | Vincenzo Landi | | Sindaco | |
| 1945 | 1946 | Domenico Cacciapuoti | | Sindaco | |
| 1946 | 1948 | Eduardo Chianese | | Sindaco | |
| 1948 | 1952 | Arnaldo D'Aniello | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1952 | 1965 | Francesco D'Aniello | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1965 | 1966 | Mario Albano | | Commissario | |
| 1966 | 1971 | Nicola Landi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1971 | 1973 | Giuseppe Chianese | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1973 | 1974 | Roberto Amato | | Commissario | |
| 1975 | 1984 | Raffaele Mastrantuono | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1985 | 1985 | Giuseppe Bianco | | Sindaco | |
| 1985 | 1990 | Carlo D'Alterio | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1990 | 1992 | Raffaele Mastrantuono | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1993 | 1993 | Armando Ciccarelli | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 1993 | 1996 | De Vivo-Magno-D'Angelo | | Comm. straordinaria | |
| 15 giugno 1996 | 28 luglio 1996 | Nicola Campanile | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| dicembre 1996 | maggio 2001 | Nicola Campanile | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 33 ] |
| 2001 | 2006 | Raffaele Topo | La Margherita | Sindaco | |
| 2006 | 2011 | Raffaele Topo | La Margherita | Sindaco | |
| 2011 | 15 giugno 2016 | Francesco Gaudieri | Partito Democratico | Sindaco | |
| 15 giugno 2016 | 5 agosto 2021 | Maria Rosaria Punzo | Partito Democratico | Sindaco | [ 34 ] [ 35 ] |
| 6 agosto 2021 | 30 ottobre 2023 | Rosalba Scialla, Antonio Giaccari, Desirè D'Ovidio | | Commissione straordinaria | [ 36 ] [ 37 ] |
| 30 ottobre 2023 | in carica | Francesco Gaudieri | liste civiche | Sindaco | [ 38 ] |

Sport

Nel comune sono presenti alcune strutture sportive come il "palazzetto dello sport" e la "piscina olimpionica".

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwafkmwafomwafsBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwafwdemo.istat.it, mwaf0ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwagemwagimwagmClassificazione sismica (mwagqmwaguXLS), su mwagyrischi.protezionecivile.gov.it.
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Bibliografia

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Voci correlate

• mwazmFagioli
• mwazuNormanni

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.villaricca.na.it.